Renato Umberto Ruffino: “Il gioco lugubre”, due edizioni a confronto

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Il gioco lugubre , in libreria nella nuova edizione Tunué, era già stato pubblicato da Alessandro Editore nel 2002. Qual è la differenza tra i due volumi? Ecco uno stralcio della recensione di Renato Umberto Ruffino pubblicata sul magazine on-line ItalNews :

«La recensione di oggi tratta di un parallelo tra un libro uscito anni fa per la Alessandro Editore, che avevo esaminato nel febbraio 2011, e quello appena uscito nelle librerie italiane grazie alla casa editrice Tunué. La prima cosa da sottolineare, oltre la differenza di formato, è che questa nuova edizione de Il gioco lugubre non è una semplice ristampa, ma una riedizione riveduta e ripensata nel suo stile.

«Questo racconto è stato uno dei primi tentativi di Paco Roca come autore di graphic novel, ma a distanza di tanti anni dalla sua prima uscita non si sentiva più soddisfatto della resa del suo lavoro, quindi la sua scelta è stata quella di ricolorare interamente il fumetto. La prima versione di questo libro era infatti caratterizzata da colori brillanti spesso in contrasto con le ambientazioni opprimenti ed inquietanti che fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti.

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«L’opera di revisione attuata da Roca dona alla nuova edizione di questo libro un carattere stilistico nuovo più noir ed opprimente, sono pochi i colori brillanti presenti nelle pagine del Gioco Lugubre, il rosso della tavolozza ed il sangue che scorre copioso dai corpi degli sfortunati che rimangono intrappolati nel labirinto architettonico della villa di Cadaqués.

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«Un’altra caratteristica importante della nuova edizione di questo fumetto è il formato editoriale, l’edizione della Alessandro Editore era la tipica pubblicazione cartonata francese, mentre la nuova, appartenente alla collana Prospero’s Books della Tunué, si caratterizza per il formato a libro tipico di questa collana e uguale alla pubblicazione spagnola.

«Anche la copertina è differente rispetto alla precedente edizione, la nuova riesce a trasmettere meglio lambientazione malsana e ossessionante che pervade le avventure di Jonás, oltre a rendere chiaro al potenziale lettore che il libro è connesso all’universo surrealista di Dalí».

[qui la recensione completa]

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